La dieta antinfiammatoria. Cosa mangiare e cosa no per un corpo in salute.

La dieta antinfiammatoria. Cosa mangiare e cosa no per un corpo in salute.

Combattere l’infiammazione cronica si può, partendo dalla tavola. In questo articolo ti spiegheremo come una dieta ispirata ai principi della dieta mediterranea può essere la chiave per un corpo in salute.

È considera la “malattia del secolo”, responsabile delle patologie più frequenti nel mondo occidentale, oltre che dell’invecchiamento del corpo. Senza sintomi evidenti, l’infiammazione cronica resiste silente nel nostro organismo compromettendolo. Contrastarla si può, partendo dall’alimentazione.

La possibilità di avere una vita lunga, ma soprattutto in salute è condizionata da diversi elementi. Tra i tanti l’infiammazione cronica, una condizione di continua allerta che si verifica quando il corpo attiva in modo permanente il nostro sistema immunitario e si prepara a combattere stress, insonnia, alimentazione scorretta e, più in generale, uno stile di vita frenetico e poco sano. Spesso sottovalutata perché priva di dolore e aumento della temperatura, è nemica del benessere. Quando è in eccesso, può portare a squilibri e malattie cardiovascolari, cerebrali, epatiche, arteriosclerosi, neoplasie e anche della sarcopenia (riduzione della massa muscolare). Combatterla fin da subito con un approccio naturale ripristinando l’equilibrio del nostro organismo è il principio della longevità.

“Prima di tutto è importante creare una routine quotidiana che rispetti il nostro ritmo cicardiano: andare a letto presto e con la pancia leggera, svegliarsi presto, fare dieci minuti di attività fisica, una doccia fredda e una buona colazione”, spiega il dottor Gianfranco Beltrami, direttore sanitario delle Terme di Monticelli, cardiologo, fisiatra e nutrizionista.

“Un sonno adeguato e ristoratore facilita la riparazione cellulare, ottimizza il metabolismo e supporta la gestione dell’infiammazione”, avverte Beltrami. “È importante, inoltre, ritagliarsi sessioni di respirazione profonda per ridurre lo stress, (che agisce come catalizzatore dell’infiammazione) e fare attività fisica, scegliendo gli esercizi adatti alla costituzione del proprio corpo: la sedentarietà riduce elasticità dei muscoli e mobilità delle articolazioni, predisponendo a contratture.

Allo stesso modo, un’attività eccessiva con carichi elevati eseguiti senza il giusto riscaldamento iniziale può essere controproducente. È necessario poi idratarsi e seguire una dieta equilibrata”. Se alcuni cibi la favoriscono, altri la riducono: un eccesso di zuccheri semplici e carboidrati raffinati può influenzare l’attivazione delle citochine, ovvero le sostanze pro-infiammatorie. Così come gli alimenti processati, le bevande zuccherate e i dolci. Ma quali sono i cibi che aiutano invece a spegnere l’infiammazione?

“Gli antiossidanti contenuti in frutta, verdura, noci, semi oleosi, olio extravergine d’oliva e spezie contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi che scatenano reazioni infiammatorie”, spiega Beltrami. “Al contrario, pesci ricchi di Omega 3 come il salmone, alici, sgombro, sardine, fonte di proteine magre, hanno un minor effetto infiammatorio, come quelle del pollame e dei legumi. Le fibre e i cibi ricchi di probiotici come yogurt e kefir proteggono l’equilibrio del microbiota intestinale. Perfetti anche carne bianca latticini magri, uova, frutta secca (mandorle, noci)”.

Per riassumere, è efficace un piano alimentare basato sulla dieta mediterranea “povera” con un contenuto alto di vegetali e basso di prodotti raffinati e proteine animali. Tra le bevande, il caffè e il tè verde sono ricchi di antiossidanti, così come gli infusi di scorza di limone o di arancia.
Per mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue sono preziosi i cereali integrali. Attenzione a deficit di vitamina D e zinco che influiscono negativamente sul sistema immunitario e sulla produzione di citochine”.

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